MyRide – Motorcycle Routes
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La nostra opinione su MyRide – Motorcycle Routes da Appgk
Quando voglio trasformare una semplice uscita in moto in un percorso da ricordare, MyRide – Motorcycle Routes è una delle app che prenderei in considerazione per prima. Non la vedo come un navigatore universale capace di sostituire ogni alternativa, ma come uno strumento pensato intorno alla guida in moto: pianificare, seguire e conservare i propri itinerari con un approccio più vicino all’esperienza del motociclista che al semplice tragitto tra due indirizzi.
L’app appartiene alla categoria delle mappe e della navigazione ed è sviluppata da YAMAHA MOTOR Europe. È gratuita, ha una classificazione PEGI 3 e richiede almeno Android 8.0. La versione attuale è la 6.2.4, mentre la presenza di oltre 500 mila installazioni mostra che non si tratta di un progetto di nicchia appena comparso. Il suo punto di partenza è semplice: aiutarmi a dare più intenzione al viaggio, invece di lasciare che il percorso più rapido decida tutto al posto mio.
Un navigatore pensato per il piacere del percorso
La differenza più importante rispetto alle app di navigazione che uso ogni giorno sta nel modo in cui considero il viaggio. Con un navigatore tradizionale inserisco una destinazione e ricevo soprattutto una soluzione efficiente. Qui, invece, l’interesse principale è il percorso in sé. Questo cambia il modo in cui preparo un giro domenicale, una breve fuga fuori città o un itinerario più lungo tra strade che conosco poco.
Durante la prova, ho apprezzato soprattutto l’idea di separare il viaggio necessario dal viaggio scelto. Per andare al lavoro voglio arrivare senza complicazioni; per una gita in moto, invece, preferisco poter ragionare su curve, soste, paesaggi e durata complessiva. MyRide ha senso proprio in questo secondo scenario, quando la strada non è soltanto il mezzo per raggiungere un punto, ma una parte essenziale dell’uscita.
I migliori aspetti di MyRide – Motorcycle Routes
Aspetti da tenere a mente su MyRide – Motorcycle Routes
La promessa di “tracciare, pianificare e connettersi” risulta più interessante se la si interpreta come un flusso personale. Posso partire da un’idea, costruire un itinerario, seguirlo durante la guida e poi riguardare l’esperienza. Non è un’app che installerei soltanto per trovare un indirizzo preciso in una zona sconosciuta: la sceglierei quando voglio dare una struttura a una giornata in moto.
La pianificazione prima di accendere il motore
Il momento in cui l’app offre più valore è prima della partenza. Preparare il percorso con calma permette di evitare una situazione comune: uscire senza un piano e finire per seguire sempre le strade più ovvie. Per me è utile pensare in anticipo a un punto di partenza realistico, a una destinazione intermedia e al momento in cui fermarmi, invece di affidarmi completamente alle decisioni prese mentre sono già in sella.
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Un metodo pratico consiste nel creare un itinerario principale e conservarlo come riferimento, lasciando comunque spazio a una deviazione. Se una strada è chiusa, il tempo cambia o trovo un tratto poco piacevole, non devo considerare l’intera uscita fallita. L’app funziona meglio quando la uso come guida del viaggio, non come un ordine rigido da seguire centimetro per centimetro.
Questo approccio è particolarmente adatto a chi organizza giri con amici. Prima di partire, posso discutere il percorso e chiarire il punto in cui incontrarsi, la direzione generale e il momento previsto per la sosta. Anche senza trasformare l’uscita in una spedizione organizzata, avere un itinerario condiviso riduce i messaggi improvvisati e le incomprensioni durante la giornata.
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Tracciare un giro aiuta a capire come si guida
La funzione di tracciamento non serve soltanto a conservare una linea sulla mappa. Dopo un’uscita, rivedere il percorso può aiutarmi a capire quali zone ho attraversato, dove ho perso tempo e quali tratti vorrei ripetere. È un piccolo diario digitale per chi ama collezionare itinerari personali invece di limitarsi a raggiungere una destinazione.
Ho trovato utile questo aspetto anche per preparare il giro successivo. Un percorso che sulla carta sembrava interessante può rivelarsi troppo lungo, poco vario oppure pieno di passaggi urbani. Riguardarlo a mente fredda mi permette di correggere il piano: accorciare una sezione, scegliere una sosta diversa o eliminare un tratto che non ha aggiunto nulla all’esperienza.
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Il vantaggio concreto è che la pianificazione diventa progressiva. Non devo indovinare l’itinerario perfetto al primo tentativo. Posso costruire una piccola raccolta di percorsi provati, distinguendo mentalmente quelli adatti a una mattina libera da quelli che richiedono un’intera giornata. Per un motociclista abituale, questa memoria dei viaggi può diventare più preziosa della singola navigazione.
Un esempio realistico di utilizzo
Immagino una domenica con mezza giornata libera. Non voglio andare in un luogo preciso, ma desidero uscire dalla città, guidare senza fretta e rientrare prima di sera. In una situazione simile, apro MyRide e parto dall’idea di un giro circolare: uscita dalla zona urbana, tratto panoramico, sosta e ritorno da una direzione diversa.
Prima di indossare il casco controllo il percorso con attenzione, verificando mentalmente dove avrebbe senso fermarmi e quale parte potrei accorciare in caso di stanchezza. Durante la guida seguo il piano senza manipolare continuamente il telefono. Se una deviazione rende il tragitto più piacevole, la considero parte dell’esperienza; al rientro, invece, posso usare la traccia per ricordare la strada effettivamente percorsa e capire se vale la pena ripeterla.
In questo scenario l’app non mi promette di eliminare ogni imprevisto, e proprio per questo la trovo più credibile. Mi aiuta a partire con un’idea chiara, ma non sostituisce il buon senso, l’attenzione al traffico o la valutazione delle condizioni della strada. Il suo valore cresce quando il motociclista vuole organizzarsi meglio senza rinunciare alla libertà.
Il confronto con le alternative più comuni
Le app generaliste come Google Maps o Apple Maps restano più pratiche quando devo raggiungere un indirizzo, cercare un’attività o scegliere rapidamente il percorso più veloce. Sono spesso la scelta naturale per gli spostamenti quotidiani e per chi vuole una soluzione immediata, senza dedicare tempo alla costruzione di un itinerario ricreativo.
MyRide ha invece un’identità più precisa. Non la installerei per sostituire ogni strumento di navigazione già presente sul telefono, bensì per affiancarlo quando la moto è il centro dell’esperienza. Rispetto a un’app generalista, mi interessa meno la semplice efficienza e di più la possibilità di pensare al giro come a un progetto personale.
Esistono anche applicazioni specializzate nei percorsi tortuosi, nelle comunità di motociclisti o nella scoperta di strade molto scenografiche. Alcune possono risultare più adatte a chi cerca suggerimenti automatici, classifiche, gruppi numerosi o una forte componente sociale. MyRide, per come l’ho vissuta, convince soprattutto chi preferisce un rapporto più diretto con il proprio itinerario e non vuole che l’aspetto comunitario diventi il motivo principale per usare l’app.
La debolezza più importante: non è una soluzione universale
Il limite principale è anche la conseguenza della sua specializzazione. Se cerco un’app che faccia tutto — ricerca di negozi, informazioni stradali, trasporto pubblico, destinazioni quotidiane e navigazione generica — questa non sarebbe la mia prima scelta. La sua utilità dipende dal fatto che io abbia davvero interesse per la pianificazione e il tracciamento di giri in moto.
C’è poi una certa frizione nel passaggio tra preparazione e uso reale. Pianificare un itinerario richiede più attenzione rispetto all’inserimento di una destinazione in un navigatore tradizionale. Questo è un vantaggio quando voglio scegliere consapevolmente la strada, ma può sembrare un rallentamento se sono già in ritardo o se desidero partire senza pensarci troppo.
Un altro punto da considerare riguarda l’attenzione durante la guida. Qualunque app di questo tipo deve essere preparata prima di partire, con il telefono sistemato in modo sicuro e senza continue interazioni. MyRide può aiutarmi a seguire un piano, ma non rende prudente guardare lo schermo mentre la moto è in movimento. Per me, il flusso corretto è: pianificazione da fermo, guida concentrata, controllo soltanto quando posso accostare in sicurezza.
La valutazione media di 3,5 su circa 19 mila valutazioni suggerisce un’esperienza non uniforme per tutti. Non la interpreto automaticamente come un difetto decisivo, ma come un invito a capire bene il proprio bisogno. Un’app con un obiettivo specifico può piacere molto a chi lo condivide e risultare poco convincente a chi cerca un navigatore più semplice o più completo in altri ambiti.
Per chi la consiglierei davvero
La consiglierei a chi usa la moto anche per svago e vuole smettere di improvvisare ogni uscita. È adatta al motociclista che ama preparare un giro, conservarne la traccia e confrontare l’idea iniziale con ciò che è successo davvero. Può essere utile sia al principiante che sta imparando a organizzare percorsi ragionevoli, sia al motociclista esperto che vuole tenere ordinati i propri itinerari.
La vedo bene anche per chi organizza gite in piccoli gruppi. Un percorso definito in anticipo rende più semplice spiegare il programma agli altri partecipanti e riduce il rischio che ognuno interpreti la giornata in modo diverso. Non significa che l’app elimini la necessità di accordarsi, ma offre una base concreta per farlo.
È meno adatta, invece, a chi cerca soltanto il modo più rapido per andare da un punto all’altro. Se uso la moto prevalentemente per pendolarismo, commissioni o viaggi di lavoro, probabilmente un navigatore generalista mi darà risultati più immediati. Anche chi non ama pianificare e preferisce decidere tutto all’ultimo minuto potrebbe non apprezzare il tempo necessario per sfruttarla bene.
La gratuità è un elemento favorevole per provarla senza trasformare la decisione in un acquisto impegnativo. Non la sceglierei però solo perché non costa: il vero motivo deve essere l’interesse per i percorsi motociclistici. Il fatto che sia classificata PEGI 3 la rende accessibile dal punto di vista dell’età indicata, ma l’uso responsabile resta legato soprattutto alla sicurezza stradale e alla maturità di chi guida.
Come ottenere un’esperienza migliore
Il primo consiglio è non aprirla soltanto quando sono già pronto a partire. Dedico qualche minuto alla pianificazione quando sono ancora a casa, con la moto ferma e la possibilità di valutare il percorso senza pressione. Questo riduce le decisioni prese male e mi permette di avere un piano alternativo se il giro si rivela troppo ambizioso.
Il secondo è trattare la traccia come uno strumento di apprendimento. Dopo il viaggio, non mi limito a conservarla: provo a chiedermi quali parti hanno reso piacevole l’uscita e quali invece hanno aggiunto soltanto chilometri. Nel tempo, questa abitudine porta a percorsi più adatti al mio stile, alla stagione e al tempo realmente disponibile.
Il terzo è non confondere un itinerario ben preparato con una garanzia sulle condizioni reali. Una strada può essere meno piacevole del previsto, il traffico può cambiare e il meteo può rendere sconsigliabile proseguire. L’app mi aiuta a organizzare la giornata, ma la decisione finale deve sempre dipendere da ciò che vedo sul posto.
Infine, eviterei di riempire il giro con troppe tappe. Il rischio è trasformare un’uscita rilassante in una lista di obiettivi da completare. MyRide dà il meglio quando il percorso ha una direzione, ma lascia ancora spazio per fermarsi, osservare e cambiare programma senza sentirsi in difetto.
La mia conclusione dopo averla provata
MyRide – Motorcycle Routes è un’app con una tesi chiara: la guida in moto merita strumenti che considerino il percorso importante quanto la destinazione. Questa scelta la rende più interessante di un navigatore generico per le gite, ma anche meno universale per l’uso quotidiano. Non è un difetto da nascondere; è il criterio principale con cui decidere se installarla.
Mi piace perché incoraggia una forma più consapevole di pianificazione, conserva il ricordo dei giri e può diventare un archivio personale di esperienze. Apprezzo anche il fatto che non debba essere per forza il mio unico navigatore: posso affiancarla agli strumenti abituali e usarla quando la priorità passa dalla velocità al piacere della strada.
La versione 6.2.4 rappresenta il punto attuale dell’app, che dal suo debutto del 7 luglio 2017 ha mantenuto una presenza riconoscibile nel settore delle mappe dedicate alla mobilità in moto. Con il supporto di YAMAHA MOTOR Europe e una base di utenti superiore a mezzo milione di installazioni, ha abbastanza esperienza per meritare una prova, pur senza essere la scelta ideale per tutti.
Il mio verdetto è quindi positivo, ma mirato: MyRide – Motorcycle Routes è da provare se per te il viaggio in moto è un’attività da progettare, vivere e ricordare. Se vuoi solo indicazioni rapide e funzioni da navigatore universale, sceglierei un’alternativa generalista. Se invece desideri dare più valore ai tuoi itinerari e costruire una routine personale intorno alle uscite, questa app può diventare un compagno utile e piacevole.
Domande frequenti su MyRide – Motorcycle Routes
Che cos’è MyRide – Motorcycle Routes e a chi è destinata?
MyRide – Motorcycle Routes è un’app pensata per motociclisti che vogliono pianificare, seguire e condividere itinerari in moto. È utile sia per le uscite di poche ore sia per i viaggi più lunghi, grazie agli strumenti dedicati alla scoperta di strade panoramiche, alla navigazione e alla gestione dei percorsi. Prima del download, è comunque consigliabile verificare la compatibilità con il proprio dispositivo e la disponibilità delle funzioni nella propria area.
MyRide permette di creare percorsi personalizzati per motociclisti?
Sì, l’app è progettata per aiutare a creare itinerari personalizzati scegliendo punti di partenza, destinazioni e tappe intermedie. In base alle opzioni disponibili, si possono privilegiare strade più piacevoli da percorrere in moto, evitando quando possibile percorsi poco interessanti o eccessivamente trafficati. È importante controllare sempre il tragitto proposto prima di partire, perché condizioni stradali, lavori e limitazioni possono cambiare.
È possibile usare MyRide durante la navigazione senza connessione Internet?
La possibilità di navigare offline dipende dalle funzioni offerte dalla versione installata e dalle mappe disponibili nell’app. In generale, è prudente preparare il viaggio quando si dispone di una connessione stabile e verificare se il percorso può essere salvato o scaricato in anticipo. Anche quando l’uso offline è supportato, è consigliabile portare una soluzione alternativa, soprattutto in zone montane o con copertura mobile limitata.
MyRide – Motorcycle Routes è gratuita o include acquisti e abbonamenti?
L’app può essere scaricata gratuitamente, ma alcune funzioni avanzate potrebbero richiedere acquisti integrati o un abbonamento, a seconda della piattaforma e dell’offerta disponibile al momento dell’installazione. Prima di confermare il download, conviene leggere attentamente la scheda su Google Play o App Store, controllando prezzi, durata dell’abbonamento, rinnovo automatico e contenuti inclusi nella versione gratuita.
Quali autorizzazioni e dati personali può richiedere MyRide?
Per funzionare correttamente, MyRide può richiedere l’accesso alla posizione, necessario per mostrare la posizione sulla mappa e seguire il percorso durante la guida. Potrebbero inoltre essere richiesti permessi per notifiche, archiviazione o collegamento con altri servizi, in base al dispositivo. È consigliabile esaminare l’informativa sulla privacy e concedere soltanto le autorizzazioni indispensabili, evitando di utilizzare l’app mentre si guida senza adeguate precauzioni.











